LO SCULTORE POSTINO

Tra gli amici più cari, abbondano neurologhe e neurologi. Lei ama fare piccolo ritratti, dei pazienti che la angustiano od entusiasmano. Lavora sul territorio, specie nel Lazio Nord. Voglio accogliere i suoi contributi, quando ci descrivano piaceri e desideri. Si firma Oliviera70.

Uno dei suoi Gesù scolpiti ci guarda sempre. Post-mortem.

Dall’angolo remoto di un armadio. In un piccolo ambulatorio vicino Mentana.

Per non parlare della croce gigantesca, che ottenne da un tronco di faggio!

Un paziente straordinario, della provincia romana (privacy mi suggerisce di non andare oltre). 

Un altro oggetto che conservo è un Martello gigantesco. Sapete che ogni neurologo di rispetto usa il martelletto, con la perizia necessaria (e non si dica che si tratta di un attrezzo banale, potremmo dilettarvi con il controllo nella distribuzione delle forze, o sull’ armonia implicita del gesto).  Ne esistono di fattezze diverse, di martelletti; prodotti in oltre un secolo di brevettualità  ….Il Babinky, il Dejerine…ma vi annoio, torniamo al malato che scolpiva.

Il Martello del nostro paziente è spesso e nerboruto, ma conserva qualcosa di gentile. Perchè deriva da un legno leggero, di ulivo.

Ho sempre invidiato chi sa usare le mani. Come nell’ intaglio del legno. E immagino sia un piacere clamoroso. Creare una forma, passo passo. Dar corpo ad una idea. Diavolo di un Collodi!

Sappiate che nei nostri parkinsoniani si nasconde questo rischio; che, trovata l’indole, il cocktail di molecole somministrate, pur utili per il ripristino di una marcia adeguata, facilita l’esplosione di voglie disordinate, lo smascheramento di impulsi. Anche pericolosi. E che occorra vigilare con estrema attenzione; per correggere comportamenti, a salvare patrimoni ed affetti.

Ma sul versante benigno di questa teoria di complicazioni siede la passione per gli hobby, le stravaganze della vena artistica. Ieri sopita, ora farsi inarrestabile. E questa dell’intaglio del legno ha caratteristiche di pregio. Confina con l’arte. Un’arte povera si dirà; ma a giudicare dal roboante successo di Mauro Corona, chissà, il nostro Parkinsoniano avrebbe forse dovuto dimenticare il proprio impiego di postino ed avventurarsi nel commercio? 

Il dialetto non lo aiutava. Veniva giudicato un estroso che per capriccio si industriava. Giammai un artigiano.

Labile e tremolante è quel confine che vien tracciato tra l’eccesso maniacale e la stravaganza di classe. Onore a quella creativa, che ci aiuti a a raggiungere, grazie al piacere di un prodotto tangibile, un temporaneo compromesso con la follia…

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